NOTIZIE RIVISITATE DAL CALEIDOSCOPIO DELLA NOSTRA FANTASIA

mercoledì 9 maggio 2012

27,37

Sua Nonesità il presidente ascoltava gli esiti delle votazioni. I suoi messi lo aggiornavano di ritorno dagli angoli più remoti della valle. Erano state scrutinate dieci, poi undici, dodici sezioni. Di ognuna mentalmente chiamava all'appello le famiglie fedeli e, dopo la notizia dell'esito faceva segno di sì con la testa. Proprio come i messi, i numeri tornavano. Da 0 a 9: gli altri, lo diceva sempre, erano solo una combinazione di quella decina. Fine politico, sotto la sua guida illuminata sebbene a volte fendinebbia, ogni inghippo era stato previsto e risolto.

L'organizzazione, affidata all'assessore per i trentini nel mondo come sempre non faceva una grinza. Nei seggi c'era un'urna per i sì, riconoscibile per i barattoli di appalti sott'olio in omaggio, e una per i no, in cima ad una montagna, tra le Ande, incastrata nella neve di non so che vallata chiamata America. A quelli di SFruz, che di entrare in una scuola avevano paura, era stato promesso un regalo e ora, dicevano i messi, se ne tornavano a casa tutti contenti, in coppia, con in mano un ramo di corna di capriolo. Al prete, che aveva esorcizzato un tizio venuto dalla valle di fianco solo trent'anni fa e che pretendeva di votare, di corna per premio gliene era stato dato uno tutto per lui.

E i giovani? Sono entusiasti? Chiedeva di tanto in tanto il presidente.
La risposta dalla culla di suo figlio era un grugnito che lo rassicurava. Dalla finestra della sua torre vedeva avanzare le scolaresche al ritmo dell'inno della valle. Non poteva trattenersi dal ticchettarne il ritmo sull'armatura. Jonny Tione, la gloria del comprensorio, l'aveva già incisa in tre versioni, di cui una da sobrio.
Accanto ai bambini il traffico filava istruttivo come al solito. L'applicazione di forme di formaggio locale ai Suv al posto delle ruote simboleggiava l'attaccamento al territorio, anche in curva.

Vigili urbani, abbigliati con i cimeli della prima guerra mondiale, facevano rispettare il codice esigendo fette di ruote che agli indisciplinati asportavano direttamente con le baionette.
Naturalmente, la valle non guardava solo al passato. Il nonno del maniscalco era in riunione ormai da qualche lustro con lo zio dell'arciere per coniare nuove tradizioni nel loro pensatoio munito di sciacquone e per sondare il senso escatologico di una targhetta che sulla porta diceva tirare. Per ora, provavano a prenderla di mira con le freccette.
L'economia prosperava. L'attività principale – lo schiavismo – cominciava tuttavia a stressare gli imprenditori e un recente editto delegava al presidente frustate e cassa integrazione.
Ogni tanto, è vero, c'era il sole, ma più spesso era bel tempo: pioggia e neve costringevano tutti a casa, a guardare la tv.
Il segnale giungeva forte e chiaro in tutto il comprensorio. Per sentire i risultati del referendum arrivarono tuttavia anche dai pianeti vicini, Javrè e Caderzone e anche oltre, fino allo svincolo per le colonne d'ercole e quelle del casello. Esseri strani con macchine dai volanti rasati e cravatte al posto dei tovaglioli si aggiravano per il reame. Chi diceva fossero dell'Onu, chi addirittura della Provincia.
Finchè , finalmente, non furono diramati i risultati del referendum. Difficile dire quale fu la disdetta del presidente quando, nell'apprendere di aver trionfato dovette constatare che le cifre sono dieci, ma le lettere ventuno: sarà stato un refuso, o forse un quorum andato a male, ma la sua, lo sancivano i risultati e l'alcoltest, era una Comunità di Balle.

di XYZ

Testata: Trentino Corriere delle Alpi
Titolo: Comunità di valle, il referendum non passa: 27,37%
Data: 29 aprile 2012
Link: http://trentinocorrierealpi.gelocal.it/cronaca/2012/04/29/news/comunita-di-valle-alle-11-affluenza-al-5-46-1.4438491

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